الثلاثاء، 29 سبتمبر 2009

Proverbi Italiani - La Casa

La Casa

Abbia pur figli, abbia bicchieri assai, non ne avrà troppi la tua casa mai.
Ad ogni uccello, suo nido è bello.
Buono è l'amico, buono il parente, ma triste la casa dove non si trova niente.
Camera adorna, donna savia.
Casa compita avrem nell'altra vita.
Casa forte ha quattro colonne: padre valente, madre prudente, figlio obbediente, fratello compiacente.
Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia.
Casa mia, donna mia, pane e aglio vita mia.
Casa mia, mamma mia.
Casa senza amministrazione, nave senza timone.
Casa senza inquilini, nido di topi.

Chi ha la sua casa, poco gli manca.
Chi imbianca la casa, vuole affittarla.
Chi non cura sua magione, non è uomo di ragione.
Chi non ha casa non ha contrada.
Chi non ha casa non può farsi la cuccia.
Chi vuole casa netta, gente d'altri non ci metta.
Ciascuno a casa sua, muove la coda e il sedere, in casa degli altri soltanto la coda.
Dalla casa si riconosce il padrone.
È buona cosa la messa udire, ma è meglio la casa custodire.
È meglio essere il primo a casa tua, che il secondo in casa altrui.
Giusto è la Patria amar, amano anch'esse le spelonche natie le fiere stesse.
Il pane fatto in casa è sempre il più saporito.
In casa propria si fa come si vuole; in casa altrui, come si può.
In casa sua ognuno è re.
La bella gabbia non nutre l'uccello, sotto i suoi tetti è il viver più bello.
La casa e la moglie si godono più di ogni altra cosa.
La casa è sempre casa per umile che sia.
La casa va sempre male quando la donna porta i calzoni e l'uomo il grembiule.
Lontan da casa sua, vicino a qualche disgrazia.
Magari male, ma a casa sua.
Nella casa dove c'è un buon dottore o un ricco prete, non si sente né fame né sete.
Nessuno può indovinare quanto costi impiantare una casa o una vigna.
Niente è più bello di casa nostra.
Non vi è pace in quella casa dove la gallina canta e il gallo tace.
Ogni uccello fa festa al suo nido.
Per Pasqua e per Natale, nessuno lascia il suo casale.
Più vale il fumo di casa mia, che l'arrosto dell'altrui.
Quando la casa brucia, tutti si scaldano.
Quando uno è stato a casa del diavolo, sa ciò che vi avviene.
Se vuoi guardar la casa, fa' un uscio solo.
Una buona donna in casa è la miglior cassa di risparmio.
Una casa senza donna è come una lanterna senza lume.

Proverbi Italiani - L'Amicizia

L'Amicizia

Al bisogno si conosce l'amico.
Ama l'amico tuo col vezzo e col vizio suo.
Amici a scelta, e parenti come sono (ovvero come uno gli ha).
Amici cari e borsa del pari.
Amici cari, patti chiari, e borsa del pari.
Amici da starnuti, il più che tu ne cavi è un Dio t'aiuti.
Amici di buon giorno, son da mettere in forno.
Amici di profferta assai si trova.
Amici e muli falliscono nell'adoprarli.
Amici invan cerchiam che sian perfetti, io sopporto i tuoi, tu sopporta i miei difetti.
Amici, oro, e vin vecchio son buoni per tutto.
Amicizia da bagno, dura pochi dì.
Amicizia di genero, sole d'inverno.
Amicizia di grand'uomo e vino di fiasco, la mattina è buono e la sera è guasto (e anche Amor di servitore o di donna e vin di fiasco ecc.).
Amicizia riconciliata è una piaga mai saldata.
Amicizia stretta dal vino non dura da sera a mattino.
Amico beneficato, nemico dichiarato.
Amico certo, si conosce nell'incerto.
Amico di buon tempo mutasi col vento
Amico di montagna chi lo perde vi guadagna.
Amico di tutti e di nessuno, è tutt'uno.
Amico di ventura niente vale (o briga) e poco dura.
Amico e vino vogliono essere vecchi.
Amico mio cortese, secondo le entrate, fate le spese.
Amico riconciliato e non vendicato, è bastone dopo (o dietro) l'uscio.
Amico vecchio e casa nuova.
Batti il villano, e saratti amico.
Buona amistà è un altro parentà.
Buono è l'amico e buono il parente, ma trista la casa dove non si trova niente.
Calamità scopre amistà.
Casa di terra, caval d'erba, amico di bocca, non vagliono il piede d'una mosca.
Cattivo amico, pessimo marito.
Chi cade in povertà, perde ogni amico.
Chi dà a credenza spaccia assai, perde l'amico e denar non ha mai.
Chi è diverso nell'oprare, non può molto amico stare.
Chi è gran nemico, è anche grande amico.
Chi è misero mendico provi tutti e poi l'amico.
Chi è misero o mendico, provi tutti e poi l'amico.
Chi manca a un sol amico, molti ne perde.
Chi non ha amico o germano, non ha forza in braccio né in mano.
Chi non sa fingersi amico, non sa essere nemico.
Chi offende l'amico non la risparmia al fratello.
Chi sempre prende e niente dona, l'amore dell'amico lo abbandona.
Chi sta fermo in casi avversi, buon amico può tenersi.
Chi trova un amico trova un tesoro.
Chi visita nelle nozze e non nell'infermità, non è amico in verità.
Chi vuol conservare un amico, osservi tre cose: l'onori in presenza, lo lodi in assenza, l'aiuti ne' bisogni.
Chi vuol fare onore all'amico, ciccia di troja e legna di fico.
Chi vuole amici assai, ne provi pochi.
Chi vuole conservare un amico, l'onori in presenza, lo lodi in assenza, l'aiuti nel bisogno.
Cogli amici non bisogna andar co' se in capo.
Con ognun fa' patto, coll'amico fanne quattro.
Cuor sincero, amico vero.
Dagli amici mi guardi Iddio, ché dai nemici mi guardo io.
Di' all'amico il tuo segreto, e' ti terrà il piè sul collo.
Donna che ha molti amici, ha molte lingue mordaci.
Dove due amici si incontrano Dio fa da terzo.
Dove due amici s'incontrano, Dio gli fa da terzo (o v'entra per terzo).
Dove vi son figliuoli non vi son parenti né amici.
E' bene aver degli amici per tutto.
e l'amico un muro, ma che abbia il suo uscio.
E' male amico chi a sé è nemico.
Esempi e benefici fanno gli amici.
Essere l'amico del giaguaro.
Gli amici e gli avvisi aiutano fare le faccende.
Gli amici hanno la borsa legata con un filo di ragnatela.
Gli amici sono buoni in ogni piazza.
Grande amicizia genera grand'odio.
I falsi amici corrono con le lepri e cacciano con i cani.
I libri parlano allo spirito, gli amici al cuore, il cielo all'anima e tutto il resto agli orecchi.
I libri, come gli amici, devono essere pochi ma buoni.
I veri amici son come le mosche bianche.
Il Francese per amico, ma non per vicino, se tu puoi.
Il nemico, pensa che può diventarti amico.
In casa dell'amico ricco sempre ammonito; in quella dell'amico povero, sempre lodato.
In tempo de' fichi non si hanno amici.
La fortuna fa le amicizie e la disgrazia le prova.
La musica ne' dissimili, e l'amicizia ne' simili.
L'amicizia è una fortuna se è nata in "buona" luna.
L'amicizia si dee sdrucire, non istracciare.
L'amicizia si fanno in prigione.
L'amico accenna e non balestra.
L'amico certo si conosce nell'incerto.
L'amico dev'essere come il denaro.
L'amico di ventura molto briga e poco dura.
L'amico non è conosciuto finché non è perduto.
Le amicizie devono essere immortali, e le inimicizie mortali.
L'oro s'affina al fuoco e l'amico nelle sventure.
Meglio perder l'amico che un bel detto.
Mercanzia non vuole amici.
Montanini e gente acquatica, amicizia e poca pratica.
Né amico riconciliato, né pietanza due volte cucinata.
Ne' pericoli si vede chi d'amico ha vera fede.
Nel bisogno si riconosce il vero amico.
Nel volerti giovar, lo stolto amico ti nuoce più d'ogni crudel nemico.
Nelle corti, la carità è tutta estinta, né si trova amicizia se non finta.
Non c'è miglior specchio dell'amico vecchio.
Non c'è schiavo più legato, che all'amico l'obbligato.
Non è amico in verità chi ti visita nelle nozze e non nelle infermità .
Ognuno è amico di chi ha buon fico.
Parla all'amico come se avesse a diventar nemico.
Patti chiari, amici cari (oppure amicizia lunga).
Peggio è l'invidia dell'amico che l'insidia del nemico.
Per amistà conservare, muri bisogna piantare.
Per far un amico basta un bicchier di vino, per conservarlo è poca una botte.
Per un bel detto si perde un amico.
Prima di scegliere l'amico bisogna averci mangiato il sale sett'anni.
Quando il villano è sul fico, non conosce né parente né amico.
Quattrini e amicizia rompon le braccia alla giustizia.
Ricco, nobile e dotto come sei, io non ti voglio fra gli amici miei .
Se trovi un amico nuovo non obliar l'antico.
Se vuoi che l'amicizia si mantenga fai che un paniere vada e l'altro venga.
Se vuoi che l'amicizia si mantenga, che una sporta vada e che un'altra venga.
Servire e non gradire, aspettare e non venire, stare a letto e non dormire, aver cavallo che non vuol ire e servitore che non vuole obbedire, esser in prigione e non poter fuggire, essere ammalato e non poter guarire, smarrir la strada quando un vuol ire, stare alla porta quando un non vuol aprire, avere un amico che ti vuol tradire, son dieci doglie da morire.
Si può vivere senza fratelli ma non senza amici.
Si sta più amici a stare un po' lontani.
Sol di parole amico, non vale un fico.
Trova un amico e troverai un tesoro, dice la Bibbia e son parole d'oro.
Un buon libro è un buon amico.
Un nemico è troppo e cento amici non bastano.
Una berretta manco o più, è un quattrino di carta l'anno, poco ti costano, e amici ti fanno.
Val più avere amici in piazza, che danari nella cassa.
Val più un amico che cento parenti.
Vuol dire: lasciarsi la sua libertà, ciascuno; fabbricare fra te.



Proverbi Italiani - Il Vino

Il Vino

A chi non piace il vino, il Signore faccia mancare l'acqua.
A chi piace il bere, parla sempre di vino.
A Natale, mezzo pane; a Pasqua, mezzo vino.
A San Martino (11 novembre) ogni mosto è vino, (o è vecchio ogni vino).
A san Martino ogni mosto è vino.
Alle volte più vale la feccia che il vino.
Amici, oro, e vin vecchio son buoni per tutto.
Amicizia di grand'uomo e vino di fiasco, la mattina è buono e la sera è guasto (e anche Amor di servitore o di donna e vin di fiasco ecc.).
Amicizia stretta dal vino non dura da sera a mattino.
Amico e vino vogliono esser vecchi.
Anche il vino c'ha la muffa, s'impara a bere.
Bellezza senza bontà è come vino svanito
Beva la feccia chi ha bevuto il vino.
Bevi del buon vino e lascia andare l'acqua al mulino.
Biada di mugnaio, vin di prete e pan di fornaio, non fare a miccino.
Buon vino fa buon sangue.
Buon vino, tavola lunga.
Buona frasca e cattivo vino.
Chi compra pane al fornaio, legna legate e vino al minuto, non fa le spese a sé ma ad altri.
Chi ha buon pane e buon vino, ha troppo un micolino.
Chi ha buon vino in casa, ha sempre i fiaschi alla porta.
Chi ha buona cantina in casa non va pel vino all'osteria .
Chi ha pane e vino, sta me' che il suo vicino.
Chi semina buon grano, ha poi buon pane; chi semina il lupino, non ha né pan né vino.
Chi vuol vin dolce non imbotti agresto.
Chi vuole tutta l'uva non ha buon vino.
Con una bacchetta d'oro si può spillar vino da una roccia.

Da cattivo debitore, o aceto o vin cercone.
Del vino il primo, del caffè il secondo, della cioccolata il fondo.
Di settembre e d'agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto.
Dir pane al pane e vino al vino.
Donna e vino, imbriaca il grande e il piccolino.
D'ottobre il vino nelle doghe.
Dove regna il vino non regna il silenzio.
È l'ignoranza e sono i pregiudizi, difesa e scudo ai piú nefasti vini.
È meglio vin torbo che acqua chiara.
Femmine, vino e cavallo, mercanzia di fallo.
Guardati da aceto di vin dolce.
Gusto guasto è come vin da fiasco.
Il buon vino fa gromma e il cattivo muffa.
Il buon vino non ha bisogno di frasca (o di frasche).
Il cuore è come il vino: ha il fiore a galla.
Il panno al colore, il vino al sapore.
Il vin nel fiasco non cava la sete di corpo.
Il vino che si pasteggia non imbriaca.
Il vino di casa (o il vino che si pasteggia) non imbriaca.
Il vino è buono per chi lo sa bere.
Il vino è la poppa (o il latte) dei vecchi.
Il vino è mezzo vitto.
Il vino fa ballare i vechi.
Il vino fa dire la verità.
Il vino in casa non ubriaca.
Il vino nel sasso, ed il popone nel terren grasso.
In questo mondo meschino, quando si ha tanto per il pane, non si ha tanto per il vino.
La botte dà del vino che ha.
La buona cantina fa il buon vino.
La nebbia di marzo non fa male, ma quella d'aprile toglie il pane e il vino.
L'acqua fa male e il vino fa cantare.
Latte e vino ammazza il bambino.
Latte sopra vino è veleno.
Mercante di vino, mercante poverino; mercante d'olio, mercante d'oro.
Milan può far, Milan può dir, ma non può far dell'acqua vin.
Nel monte di Brianza, senza vin non si danza.
Nella botte piccola ci sta il vin buono.
Nelle botti piccole ci sta il vino buono.
Nelle lunghe fatiche della state il migliore conforto ed aiuto è il vino.
Non domandare all'oste se ha buon vino.
Non giudicar l'uomo nel vino, senza gustarne sera e mattino.
Non si cava mai la sete, se non col proprio vino.
Non ti mettere in cammino, se la bocca non sa di vino.
Ogni vin fa tartaro.
Omo da vino, dieci per un duino; donna da vino, cento per duino.
Pan Padovano, vin vicentino, carne furlana, trippe trivigiane.
Pane finché dura, ma il vino a misura.
Per far un amico basta un bicchier di vino, per conservarlo è poca una botte.
Poca uva, molto vino; poco grano, manco pane.
Poco vino vende vino, molto vino guarda vino
Poco vino vendi al tino; assai mosto serba a agosto.
Prodigo e bevitor di vino, non fa né forno né mulino.
Putto in vino e donna in latino, non fece mai buon fine.
Quando il capello tira al bianchino, lascia la donna e tienti il vino.
Scherza sul vento greco e sul vin greco.
Se d'aprile a potar vai, contadino, molt'acqua beverai e poco vino.
Se di febbraio corrono i viottoli, empie di vino e olio tutti i ciottoli.
Un po' di vino lo stomaco assesta, offende il troppo vin stomaco e testa.
Vangami nella polvere, incalzami nel fango, io ti darò buon vino.
Vigna al nugolo fa debol vino.
Vin battezzato non vale un fiato.
Vino amaro, tienilo caro.
Vino di fiasco la sera buono, la mattina guasto.
Vino non è buono che non rallegra l'uomo.

Proverbi Italiani - Il Tempo

Il Tempo

A fare il vecchio si è sempre a tempo.
A lasciar si è sempre a tempo.
A tempo di guerra con le bugie si governa.
A tempo di guerra ogni cavallo ha soldo.
Al buon tempo ognun sa ire.
Al tempo delle serpi, le lucertole fanno paura.
Amare e non essere amato è tempo perso.
Amico di buon tempo mutasi col vento
Arco da mattina, empie le mulina (o la marina); arco da sera, tempo rasserena.
Aria rossa da sera, buon tempo mena.
Bisogna servire il tempo e dal tempo farsi servire.
Buona è la neve che a suo tempo viene.
C'è più tempo che vita.
C'è un tempo per pescare e un tempo per asciugare le reti.

Chi comincia a aver buon tempo, l'ha per tutta la vita.
Chi compra a tempo, vende nove per altri e un per sé.
Chi è savio, si conosce al mal tempo.
Chi fa tutto a tempo debito, di un giorno ne fa tre.
Chi getta un seme lo deve coltivare, se vuol vederlo con il tempo germogliare.
Chi ha tempo non aspetti tempo.
Chi ha tempo, ha vita.
Chi luogo e tempo aspetta, vede al fin la sua vendetta.
Chi provvede a tempo la casa, fa una bottega.
Chi tempo e tempo aspetta, tempo perde.
Col tempo e con la paglia si maturan le sorbe (o le nespole) e la canaglia.
Col tempo una foglia di gelso diventa di seta.
Con il tempo e con la paglia si maturano le nespole.
Faccia chi può, prima che il tempo mute: che tutte le lasciate sono perdute.
Facendo male, sperando bene, il tempo va e la morte viene.
Fate del bene al lupo, che il tempo l'ha ingannato.
Guai a chi dell'alchimia si innamora, perde il tempo, il cervello, e va in malora.
Il perder tempo, a chi più sa, più spiace.
Il tempo bene speso è un gran guadagno.
Il tempo consuma ogni cosa.
Il tempo dà e toglie tutto.
Il tempo divora le pietre.
Il tempo è buon testimone.
Il tempo è galantuomo.
Il tempo è il ladro della gioventù e dell'amore.
Il tempo è moneta (o denaro).
Il tempo è un gran maestro.
Il tempo è un gran medico.
Il tempo fa le pietre e poi le divora.
Il tempo ferisce e sana.
Il tempo matura i frutti acerbi e guasta i maturi.
Il tempo matura il grano, ma non ara il campo.
Il tempo non ha un momento di tempo.
Il tempo passa e porta via ogni cosa.
Il tempo risana ogni piaga.
Il tempo sana ogni cosa.
Il tempo scopre tutto.
Il tempo ti saluta, ma non aspetta che tu lo ringrazi.
Il tempo viene per chi lo sa aspettare.
Il tempo viene per tutti.
In tempo de' fichi non si hanno amici.
In tempo di carestia pan vecciato.
La burla non è bella, se la non è fatta a tempo
La donna da casa non perda mai tempo.
La donna è come l'appetito, va contentata a tempo.
La nebbia lascia il tempo che trova.
La vita dell'adulatore poco tempo sta in fiore.
L'amore fa passare il tempo e il tempo fa passare l'amore.
L'avvocato d'ogni stagione miete e d'ogni tempo vendemmia.
Metti la roba in un cantone, ché viene tempo ch'ella ha stagione.
Minore il tempo, maggiore la fretta.
Misura il tempo e farai maggior guadagno.
Molte cose il tempo cura che la ragione non sana.
Né di tempo né di Signoria, non ti dar malinconia.
Nel giardino del tempo cresce il fiore della consolazione.
Nessuno può fermare la ruota del tempo.
Non c'è cosa che si vendichi più del tempo.
Non manchi la volontà, che luogo e tempo non mancherà.
Non v'è frutta sì dura, che il tempo non matura.
Non vi sono frutti così duri che il tempo non maturi.
Nulla è più prezioso del tempo e nulla c'è che più si sprechi.
Ogni cosa si sa comperare, eccetto che il buon tempo.
Pagare e morire, si è sempre in tempo.
Pazienza, tempo e denari acconciano ogni cosa. Pazienza vince scienza.
Perché verrà tempo che ti pagherà.
Quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche grida.
Rosso di sera, buon tempo si spera; rosso di mattina, la pioggia si avvicina.
Sette anni di bel tempo non pagano un soldo di debito.
Tempo perduto mai non si riacquista.
Tempo rifatto di notte, se dura un giorno dura troppo (anche non val tre pere cotte).
Tempo rimesso (o rifatto) di notte, non val tre pere cotte.
Tempo verrà che il tristo varrà.
Uomo lento non ha mai tempo.

Proverbi Italiani - Il Calendario

Il Calendario

Gennaio

A San Sebastiano (20 gennaio) l'estate è ancor lontano.
A Sant'Agnese (21 gennaio) la lucertola per il maggese.
A Sant'Agnese (21 gennaio) la lucertola per la siepe.
Da Sant'Agnese (21 gennaio) mezzo fieno e mezze spese.
Dell'inverno non me ne curo, purché San Paolo (25 gennaio) non faccia scuro.
Di Befana (6 gennaio) la rapa è vana.
Di Pasqua Epifania (6 gennaio) il vento se ne va via.
Dopo l'Epifania (6 gennaio) il sole indugia sulla via.
I segni del nuovo anno i giorni di San Paolo (25 gennaio) te li diranno.
La luna di gennaio è la luna del vino.
La luna di gennaio fa luce come giorno chiaro.
La Pasqua Epifania (6 gennaio) tutte le feste porta via.
L'Epifania (6 gennaio) il più gran freddo che ci sia.
L'uva di Capodanno (1 gennaio) non portò mai danno.
Per San Sebastiano (20 gennaio) la neve cade piano piano.
Per San Sebastiano (20 gennaio) un'ora in più abbiamo.
Per Sant'Adriano (9 gennaio) neve ai monti e al piano.
Per Sant'Antonio (17 gennaio) il freddo ha più unghie del demonio.
Per Sant'Antonio Abate (17 gennaio) maschere e serenate.
San Paolo (25 gennaio) chiaro, paglia e grano.
Sant'Antonio (17 gennaio) dalla barba bianca, se non nevica poco ci manca.
Se non piove a San Feliciano (24 gennaio), vale più il sacco che il grano.
Se per San Paolo (25 gennaio) è sereno abbondanza avremo.




Febbraio

A febbraio, il sole in ogni ombraio.
A Madonna candelora [2 febbraio] dall'inverno siamo fora.
A San Valentino la primavera è vicina.
Candelora (2 febbraio) in foglia, Pasqua in neve.
Candelora al solicello, siamo solo a mezzo inverno.
Candelora scura dell'inverno non si ha paura.
Candelora, se tempesta se gragnola, dell'inverno semo fora.
Chi vuol ammazzare la moglie, la meni al sol di febbraio.
Chi vuol di avena un granaio la sémini di febbraio.
Chi vuol un bel pagliaio lo pianti di febbraio.
Chi vuole un buon erbaglio, lo semini a febbraio.
Da San Valentino (14 febbraio) governa l'orticino.
Febbraietto corto e maledetto.
Febbraio corto e amaro.
Febbraio corto, peggio d'un turco.
Febbraio è il mese in cui le donne parlano poco.
Febbraio ferra l'acquaio.
Febbraio nevoso, estate gioiosa.
In febbraio la beccaccia fa il nido.
In febbraio la terra è in calore.
La pioggia di febbraio empie il granaio.
Neve di febbraio, mezzo letamaio.
Non c'è Carnevale senza luna di Febbraio.
Non si fa un buon carnevale, se non c'è la luna di febbraio.
Per la Santa Candelora o la neve o la bora.
Per San Biagio (3 febbraio), il Mitrato, il freddo è andato.
Per San Valentino (14 febbraio) la primavera sta vicino.
Per San Valentino fiorisce lo spino.
Per San Valentino l'allodola fa il nidino.
Pota e zappa nel febbraio, se vuoi l'uva nel panaro.
Sant'Agata (5 febbraio): la terra rifiata e la merenda è ritrovata.
Sant'Agata conduce la festa a casa.
Se ci sono le mosche in febbraio, bisogna scaldarsi le orecchie a marzo.
Se febbraio non febbreggia, marzo campeggia.
Se febbraio non isferra, marzo mal pensa.
Se nevica il dieci di febbraio, l'inverno si accorcia di quaranta giorni.
Se nevica per la Candelora, sette volte la neve svola.
Ti dice San Biagio (3 febbraio) nei pensieri vai adagio.


Marzo

Dicembre fa gli agnelli, marzo ne vuol le pelli.
Fino alla vergine Annunziata (25 marzo) ogni erba fa insalata.
Luna calante marzolina fa nascer l'insalatina.
Marzo pazzerello, se c'è il sole, porta l'ombrello.
Marzo ventoso frutteto maestoso.
Per l'Annunciata (25 marzo) la rondine è tornata.
Per l'Annunciazione (25 marzo) torna la rondine e il rondone.
Per l'annunziata (25 marzo) la spiga è nata.
Per san Benedetto (21 marzo), la rondine è sotto il tetto.
Per santa Annunziata (25 marzo) nasce l'erba che non è nata.
San Giuseppe (19 marzo) frittellaio è un dì per metà festaio.
Sotto la luna marzolina nasce l'insalatina.
Uva marzolina non andrà in cantina.

Aprile


A San Marco (25 aprile) le vacche passano il varco.
Acqua di San Giorgio (23 aprile) carestia di fichi.
Al 5 d'aprile (San Vincenzo) il cucù deve venire.
Aprile sparagiaio, maggio cerasaio.
Ogni goccia d'aprile vale mille lire.
Per Santa Caterina (29 aprile) le vacche alla cascina.
Per un cocomero come un barile, seminalo il primo giovedì d'aprile.
Poni la zucca d'aprile, verrà grossa come un barile.
San Marco (25 aprile) bagnato porta il fieno sul selciato.
San Marco Vangelista (25 aprile), maggio alla vista.
San Vincenzo (5 aprile) chiaro, assai grano scuro, pane nessuno.
Se marzo butta erba, aprile butta merda.
Se per san Marco (25 aprile) goccia lo spirito, abbondanza di vino.
Se tagli un cardo d'aprile, ne nascono mille.


Maggio

A san Bernardino (20 maggio) la fioritura del lino.
A San Cataldo (10 maggio) esce il freddo ed entra il caldo.
Chi pota di maggio e zappa d'agosto, non raccoglie né pane né mosto.
Di maggio ciliege per assaggio.
Fango di maggio spighe d'agosto.
Fino a Sant'Ubaldo (16 maggio) il freddo lotta con il caldo.
Fino all'Ascensione (metà maggio) non lasciare il tuo giubbone.
Maggio fresco e ventoso rende l'anno ubertoso.
Maggio ortolano, molta paglia e poco grano.
Non trascurare nel mese di maggio di provvedere legna e foraggio.
Per l'Ascensione (metà maggio) una spiga per cantone.
Per Santa Rita (22 maggio) ogni rosa è fiorita.
Se di maggio rasserena si avrà la spiga piena.
Se piove per l'Ascensione ogni cosa va in perdizione.

Giugno


A San Vito (15 giugno) il castagno è incardito.
Acqua di giugno rovina il mugnaio.
Da San Giovanni (24 giugno) il succo entra nell'uva.
La guazza di San Giovanni (24 giugno) cura tutti i malanni.
La vigilia di San Giovanni (23 giugno) piove tutti gli anni.
Per San Barnaba (11 giugno) l'uva viene e il fiore va.
Per San Giovanni (24 giugno) si svellon le cipolle e gli agli.
Per San Paolino (22 giugno) c'è il grano e manca il vino.
Per San Pietro (29 giugno) il villano ha falce in mano.
Per San Pietro (29 giugno) o paglia o fieno.
Per San Vittorino (8 giugno) ciliege a quattrino.
Quando piove per San Vito (15 giugno), il raccolto dell'uva va fallito.
San Giovanni (24 giugno) mietitore, San Pietro (29 giugno) legatore.
Se piove per San Vito (15 giugno), il vino se ne è ito.


Luglio

A San Bonaventura (15 luglio) s'è finito di mietere in pianura.
A Santa Marta (29 luglio) s'attacca la luce sotto la cappa.
Per San Pietro (30 luglio) se piove e fa gragnola, la durata è men di un'ora.
Per Santa Cristina (24 luglio) di mattina l'aria è fina.
Per Santa Cristina (24 luglio) la sementa della saggina.
Per Santa Maddalena (22 luglio) la noce -e la nocciola- è piena.
Per Santa Maddalena (22 luglio) si taglia l'avena.
Per Sant'Anna (26 luglio) entra l'anima nella castagna.
San Giacomo (25 luglio) con i tetti bagnati, del vin siamo privati.
San Giacomo (25 luglio) dei meloni.
Se piove per Sant'Anna (26 luglio), l'acqua diventa manna.


Agosto

A Sant'Agostino (28 agosto), la testa sul cuscino
A volte si crede di trovare il sole d'agosto e si trova la luna di marzo.
Agosto annunzia l'inverno.
Agosto, moglie mia non ti conosco.
Al primo d'agosto, le anitre si mettono arrosto.
Alla prima acqua d'agosto cadon le mosche, quella che vi rimane morde come un cane.
Alla prima acqua d'agosto il caldo s'è riposto.
Alla prim'acqua d'agosto, pover uomo ti conosco.
Chi dorme d'agosto, dorme a sue spese.
Chi si ammala d'agosto si ammala a suo costo.
Chi va all'acqua d'agosto, non beve o non vuol bere il mosto.
Chi vuol aver del mosto, zappi le viti d'agosto.
Da San Bartolomeo (24 agosto) la rondine va con Dio
Da San Lorenzo (10 agosto) se sbrancia i granturchi.
Dal primo d'gosto le anitre si mettono arrosto.
Il sole d'agosto inganna la massaia nell'orto.
In agosto il sole tramonta prima.
La pioggia di san Bartolomeo serve solo a lavare i piedi.
La prima pioggia d'agosto fa fuggire pulci e mosche.
Per Ferragosto (15 agosto) piccioni e anitre arrosto.
Per il Perdon (2 agosto) si mette la zappa in un canton.
Per la Madonna d'agosto, si rinfresca il bosco.
Per San Donato (7 agosto) l'inverno è nato.
Per San Rocco (16 agosto) la rondine fa fagotto.
Per Santa Chiara (11 agosto) ogni goccia una quartana.
Per Santa Maria (15 agosto) il marrone fa la cria
Quando piove d'agosto, piove miele e piove mosto.
San Lorenzo (10 agosto) asciuga i rivi.
San Lorenzo (10 agosto) l'innocente, mille fuochi in cielo accende.
Se piove a San Ponziano (13 agosto), il vino costa meno del grano.
Se vuoi buona rapa che per Santa Maria (15 agosto) sia nata.

Settembre

A San Matteo (21 settembre) tanto è la notte tanto il die.
Per San Cipriano (16 settembre) semina in costa e semina in piano.
Per San Cosma e San Damiano (26 settembre) ogni male stia lontano.
Per San Michele (29 settembre) l'uva è come il miele.
Per Santa Croce (14 settembre) la pertica sul noce.
Per Santa Croce (14 settembre) pane e noce.
San Matteo (21 settembre) addolcisce i grappoli.

Ottobre

A San Francesco (4 ottobre) arriva il tordo e il fresco.
All'Ave Maria (per S.Pietro d'Alcantara, 19 ottobre), o a casa o per la via.
O molle o asciutto, per San Luca (18 ottobre) semina tutto.
Per San Francesco (4 ottobre) la nespola al cesto.
Per San Luca (18 ottobre) cava la rapa e metti la zucca
Per San Luca (18 ottobre) la merenda è perduta.
Per San Simone (28 ottobre) il galletto si fa cappone.
Per San Simone (28 ottobre) la nespola si ripone.
Per Santa Reparata (8 ottobre) ogni oliva è inoliata.
Per Santa Teresa ( 15 ottobre) prepara la tesa.
Per Santa Teresa (15 ottobre) si semina a distesa.
San Francesco (4 ottobre) dopo il caldo viene il fresco.
Se piove avanti la messa prima (per San Simeone, 8 ottobre), piove tutta la mattina.

Novembre

A Sant'Andrea (30 novembre) la neve è per la via.
Da San Martino (11 novembre) l'inverno è in cammino.
Da Santa Caterina (25 novembre) il freddo si raffina.
L'estate di San Martino (11 novembre) dura tre giorni e un pochino.
Novembre va in montagna e abbacchia la castagna.
Oca castagne e vino per festeggiare San Martino (11 novembre).
Per i morti (2 novembre) la neve negli orti.
Per i santi (1 novembre) la neve è per i campi.
Per ogni santi (1 novembre) mantello e guanti.
Per San Clemente (23 novembre) l'inverno mette un dente.
Per san Clemente (23 novembre) smetti la semente.
Per san Graziano (18 novembre) c'è il vino e manca il grano.
Per San Graziano (18 novembre) si semina a piena mano.
Per San Martino (11 novembre) si buca la botte del miglior vino.
Per San Martino (11 novembre) si mangia la castagna e si beve il buion vino.
Per Santa Caterina (25 novembre) la neve si avvicina.
Per Santa Caterina (25 novembre) o neve o brina.
Per Santa Caterina (25 novembre) tira fuori la fascina.
Per Sant'Omobono (13 novembre) o neve o tempo buono.
Prima o dopo i morti (2 novembre) la burrasca è alle porte.
Sant'Andrea (30 novembre) porta o neve o bufera.

Dicembre

A Natale (25 dicembre) freddo cordiale.
A San Gaziano (18 dicembre) lo scaldino in mano.
A San Nicola di Bari (6 dicembre), la rondine passa i mari.
A San Silvestro (31 dicembre) la neve alla finestra.
A Santa Barbara (4 dicembre) sta' intorno al fuoco e guardalo.
Chi si rinnova per Maria (8 dicembre), scampa la malatia.
Da Natale (25 dicembre) in là il freddo se ne va.
Da Santa Lucia (13 dicembre) il freddo si mette in via.
Da Santa Lucia a Natale il dì s'allunga quanto un passo di cane.
Natale (25 dicembre) al balcone, Pasqua al tizzone.
Natale (25 dicembre) in pantanella, Pasqua in polverella.
Per San Nicolò di Bari (6 dicembre), festa o non festa, a scuola non si resta.
Per San Tommé (29 dicembre) piglia il porco per lo pié.
Per Santa Bibiana (2 dicembre), scarponi e calza di lana.
San Silvestro (31 dicembre) l'oliva nel canestro.
Se piove per Santa Bibiana (2 dicembre) dura quaranta dì e una settimana.
Se San Damaso (11 dicembre) venerate, sarete in pace con chi amate.

Proverbi Italiani - I Soldi

I Soldi

A chi fa la casa la borsa resta rasa.
A quattrino a quattrino si fa il fiorino.
Amor fa molto, il denaro fa tutto.
Armi e denari vogliono buone mani.
Chi fa mercanzia e non la conosce, i suoi denari diventan mosche.
Chi ha denari assai, fabbrica; chi n'ha davanzo, dipinge.
Chi ha denari da recuperare, molte gite ha da fare.
Chi ha denari e prati, non son mai impiccati.
Chi ha orecchie intenda, chi ha denaro spenda.
Chi l'uomo soccorre in povertà ridotto, presta il denaro a Dio con grosso frutto.
Chi non ha denari non faccia all'amore.
Chi non ha denari non vada al mercato.
Chi non ha denari, scartabella.
Chi non ha denaro in borsa, abbia miele in bocca.
Chi pochi soldi ti ha rubato ieri, domani ti vuoterà casse e forzieri.
Col denaro (o con l'oro) tutto si compra.
Denari di gioco, oggi te li do, domani te li tolgo.
Denari e fanciulli bisogna ben custodirli.
Denari e santità, metà della metà.
Denaro fatto senza stento se va come il vento.
Denaro sepolto non fa guadagno.
È meglio spendere i soldi dal macellaio che dal farmacista.
Gli errori dei medici li ricopre la terra, quelli dei ricchi il denaro.
Guardalo bene, guardalo tutto, l'uomo senza denaro com'è brutto.
I denari non bastano, bisogna saperli spendere.
I denari son come le brache degli stufaioli; cuoprono le vergogne.
I denari sono tondi e ruzzolano.
I denari vengono di passo e se ne vanno al galoppo
Il denaro è come il letame, il quale a nulla serve se non lo spandi.
Il denaro è di cattiva natura perchè acceca ogni creatura.
Il denaro è un buon servo e un cattivo padrone.
Il denaro è un compendio del potere umano.
Il denaro in tasca al giovane é un coltello in mano al fanciullo.
Il quattrino fa cantare il cieco.
Il tempo è moneta (o denaro).
La buona educazione e il denaro fanno signori i nostri figli.
La fortuna, il fatto, e il destino, non vagliono un quattrino.
La massaia che attende a ca', guadagna cinque soldi, e non lo sa.
La pecunia se la sai usare è ancella, se no è donna.
L'amico dev'essere come il denaro.
Lettere in carta, denari in arca.
Non c'è denaro che paghi la libertà.
Non è ricco chi il denaro tiene chiuso, ma chi lo spende per farne buon uso.
Non il denaro, ma l'uso del denaro è lodevole.
Ottone, rame e stagno, assai denari e poco guadagno.
Pazienza, tempo e denari acconciano ogni cosa. Pazienza vince scienza.
Pochi denari e molto onore.
Quanto minor bisogno ha di denaro, tanto piú gode averne il vecchio avaro.
Quattrino risparmiato, due volte guadagnato.
Ricchezza fa gentilezza.
Sapienza di pover uomo, bellezza di p... e forza di facchino non valgono un quattrino.
Se le donne fossero d'oro, non varrebbero un quattrino.
Tale dà un consiglio altrui per uno scudo, che nol torrebbe per un quattrino.
Una berretta manco o più, è un quattrino di carta l'anno, poco ti costano, e amici ti fanno.
Una ghirlanda costa un quattrino, e non istà bene in capo a ognuno.
Uomo senza quattrini è un morto che cammina.
Val più aver due soldi di minchione che di molti: bravo.

Proverbi Italiani - Gli Animali

Gli Animali

A bue vecchio campanaccio nuovo.
A can che lecca cenere, non affidar farina.
A cattivo cane corto legname.
A caval donato non si guarda in bocca.
A cavallo che corre non abbisognano sproni.
A gatto vecchio dàgli il topo giovane.
A gatto vecchio, sorcio tenerello.
A pentola che bolle, gatta non s'accosta.
Al buio tutte le gatte sono bigie.
Al cane vecchio la volpe sputa in faccia.
Al gatto che lecca lo spiedo, non affidare l'arrosto.
Anche il bue dell'imperatore ha solo due corna.
Anche il cane col dimenar la coda si guadagna le spese.
Ara con i buoi e semina con le vacche.
Avere un occhio alla gatta e uno alla padella.
Bisogna rispettare il cane per il padrone.
Botte e pane fanno il cane.
Bue lungo e cavallo corto.
Bue moro, merda d'oro.
Bue, cavallo e porco vogliono aver gran corpo.
Campa cavallo che l'erba cresce (da Ubaldo di Montevago).
Can ringhioso e non forzoso, guai alla sua pelle.
Cane addormentato e cavallo sveglio.
Cane amoroso, sempre velenoso.
Cane che abbaia non morde.
Cane e gatta tre ne porta e tre ne allatta.
Cane e lepre corrono ambedue, ma ciascuno per un fine diverso.
Cane mogio e caval desto.
Cane non mangia cane.
Cane vecchio non abbaia invano.
Cani e villani non chiudono l'uscio.
Carezze di cane, di sgualdrine e invito di oste, non è poco quello che costano.
Castra presto e ferra tardi.
Cavallo che si volta indietro, ha poca voglia di andare avanti.
Cavallo scappato da sé si castiga.
Cerca la preda al cacciatore il cane, e n'ha in compenso poco e rozzo pane.
Che colpa ci ha la gatta se la massaia è matta?.
Chi ama me, ama il mio cane.
Chi asino nasce, asino muore.
Chi da gallina nasce convien che razzoli.
Chi di gatta nasce sorci piglia, se non gli piglia non è sua figlia.
Chi discende dai cani, volentieri abbaia.
Chi dorme coi cani, si alza con le pulci.
Chi ha carro e buoi fa bene i fatti suoi.
Chi mangia le oche del re, si soffoca con le penne.
Chi nasce di gatta, piglia i topi al buio.
Chi nasce gatta, piglia i topi al buio.
Chi nasce lupo, non muore agnello.
Chi non ha il gatto mantiene i topi, e chi ce l'ha mantiene tutti e due.
Chi non ha pietà per il cane, non ne ha per gli uomini.
Chi serba, serba al gatto.
Chi sparagna, vien la gatta e glielo magna.
Chi teme il cane si assicura dal morso.
Chi tocca il can che giace, ha qualcosa che non gli piace.
Chi tocca il cane, tocca il padrone.
Chi troppo ride ha natura di matto; e chi non ride è di razza di gatto.
Chi va a caccia senza cani, torna a casa senza lepre.
Con cavalli tristi e buoni porta sempre gli speroni.
Con un giovane cavallo devi sempre farci il callo.
Corre un pezzo la lepre, un pezzo il cane; così s'alternano le vicende umane.
Dai buoi vecchi imparano ad arare i giovani.
Dal becco vien l'uovo.
Dal bue dinanzi, dal mulo di dietro e dalla donna, da tutte le parti.
Di casa la gatta il topo non esce a corpo pieno.
Di notte (o di sera) tutti i gatti sono bigi.
Dio ti guardi da quella gatta che davanti ti lecca e di dietro ti graffia.
Disgraziata quella bestia che non scaccia le mosche con la sua coda.
Dodici galline e un gallo, mangiano come un cavallo.
Dove son corna son quattrini.
Dove son donne e gatti, son più parole che fatti.
Dove sono i pulcini, ivi è l'occhio della chioccia.
È male giudicare le unghie ai gatti.
È meglio esser capo di lucertola, che coda di dragone, (o capo di gatto, che coda di leone, o capo di luccio, che coda di storione).
E meglio un cane vivo che un leone morto.
È meglio un uovo oggi che una gallina domani.
Felice chi ara il campo con i suoi buoi.
Femmine e galline, se giran troppo si perdono.
Finché la cresta non le copre l'occhio, la gallina non fa il "cocco".
Gallina che canta ha fatto l'uovo.
Gallina mugellese, ha cent'anni e mostra un mese.
Gallina pelata non fa l'uovo.
Gallina vecchia fa buon brodo.
Gallina vecchia vuol galletto giovane.
Galline giovani per far le uova e vecchie per covarle.
Gallo di mugnaio, gatto di beccaio, garzone d'oste, ortolano di frati e fattor di monache.
Gatta che fa toletta, acqua aspetta.
Gatta inguantata non prese mai topo.
Gatto che non è goloso non piglia mai sorcio.
Gatto non goloso, non prese mai topi.
Gatto rinchiuso diventa leone.
Gli storni a stare in gruppo, dimagriscono.
Guardati da cane rabbioso e da uomo sospettoso.
Guardati dai cani, dai gatti, e dalle donne coi mustacchi.
I cani abbaiano a chi non conoscono.
I cani sentono la traccia del padrone.
I figliuoli de' gatti pigliano i topi.
Il bue lascialo pisciare e saziar di arare.
Il bue magro serve malamente da vivo, quello grasso serve da vivo e da morto.
Il bue mangia fieno, perché si ricorda di essere stato erba.
Il bue non domo, in terra aliena si fa mansueto e domo.
Il can che abbaia, corre e salta in chiesa, raro è che esca con la schiena lesa.
Il cane che ha rubato il lardo al cuoco, si tien la coda fra le gambe al fuoco.
Il cane del fabbro dorme al rumore del martello e si desta a quello delle ganasce.
Il cane non abbaia per la casa, ma per se stesso.
Il cane non può portar la soma, e l'asino non può cacciar la lepre.
Il cane rode l'osso perché non lo può inghiottire.
Il cane rosicchia l'osso perché non lo può masticare.
Il cane si alletta più con le carezze che con la catena. .
Il cane vecchio non abbaia invano.
Il cane vecchio non si abitua più alla catena.
Il gatto aveva un campo e per un pesce l'ha venduto.
Il gatto brontola sempre, anche quando è contento.
Il gatto rinchiuso diventa un leone.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Il pesce grosso mangia il pesce piccolo.
Il pesce nuota nell'acqua e affoga nell'olio.
Il pesce puzza dalla testa.
In casa d'altri loda tutti fino i figli cattivi o brutti, fino al gatto che ti sgraffigna, fino al can che ti mordigna.
In mancanza di cavalli, gli asini trottano.

La donna alla finestra, la gatta alla minestra.
La gallina che razzola per casa, se non beccola ha già beccolato.
La gallina cova male fuori dal suo nido.
La gallina molto secca, ben becca.
La gallina nera fa l'uovo bianco.
La gatta caro vende, e il cavallo mezzo dona.
La gatta frettolosa (o presciolosa) fece i gattini ciechi.
La gatta grassa fa onore alla casa.
La gatta ha sette vite, e la donna sette più.
La gatta vorrebbe mangiar pesci ma non pescare.
La rana, quando è abituata al pantano, se non ci va oggi ci va domani.
La sella d'oro non migliora il cavallo.
La volpe sogna le galline e il lupo le pecore.
L'aiuto del vero amico non giunge tirato dai buoi.
L'asina col puledrino non va più al mulino.
L'asino dove è cascato una volta non ci casca più.
L'asino, quando ha mangiato la biada, tira calci al corbello.
Le bestie si trattano da bestie.
Le donne son come i gatti; finché non battono il naso, non muoiono.
Le galline fanno le uova dal becco. [Perché è dal becco che si nutrono]
Letame di cavallo non fa fallo, quello di bue fa quello che può, quello di pecora fa moltissimo.
L'ingordo cane che due lepri caccia, ben presto d'ambedue perde la traccia.
Male abbaia il cane, quando abbaia per paura.
Matta è quella pecora che si confessa al lupo.
Meglio un merlo in mano che due sulla siepe.
Mentre il cane si gratta, la lepre scappa.
Mogli che non contraddicono e galline che facciano le uova d'oro, sono uccelli rari.
Moglie e buoi dei paesi tuoi.
Molti cavalli e molti cani, fanno di un ricco un poverino.
Molti fan la guerra per un uovo, e lasciano intanto scappar la gallina.
Molto sa il topo, ma però più il gatto.
Nessuno vuole attaccare il sonaglio alla gatta.
Non bisogna mettere il carro davanti ai buoi.
Non dar del pane al cane ogni volta che dimena la coda.
Non fu mai gatta che non corresse a' topi.
Non si grida mai al lupo che non sia in paese.
Non si possono raddrizzare le anche ai cani.
Non si può prendere una gallina per le mammelle.
Non v'è gallina né gallinaccia che di gennaio uova non faccia.
Ogni formica ama il suo buco.
Ogni gallina raspa per sé stessa.
Ogni gatta ha il suo gennaio
Ogni gatta vuole il sonaglio.
Per la gallina che in tre giorni non ti fa neppure un uovo, usa la pentola.
Placato il cane, facile è rubare.
Quando fiorisce il sambuco, le galline stringono il buco.
Quando i bovi non vogliono arare, non serve fischiare.
Quando il basto è andato sotto la pancia, si fatica a tirarlo su.
Quando il cane sale sul cuscino vuol giacere nel letto.
Quando il gatto non c'è, i topi ballano.
Quando la gatta non è in casa, i topi ballano.
Quando la rondine vola male, s'avvicina il temporale.
Quando la volpe pratica, guardatevi galline.
Quando la volpe predica, guardatevi le galline.
Quando manca la gatta (o quando la gatta non è in paese) i topi ballano.
Quando scherzi col gatto e l'accarezzi, non sai che fine avran mai quei vezzi.
Quanto più si frega la schiena al gatto, più rizza la coda.
Raglio d'asino non arrivò mai in cielo.
Riunione di volpi, strage di galline.
Se alle galline tu apri il pugno, esse ti apriranno il culo.
Se il gatto starnuta il tempo muta.
Se il tuo gatto è ladro, non lo cacciar di casa.
Se l'allodola canta sull'altura, prendi la falce per la mietitura.
Si prendono più mosche con una goccia di miele che con una botte d'aceto.
Sotto consiglio non richiesto gatta ci cova.
Taglia la coda al cane, e resta cane.
Tanti cani uccidono il lupo, un cane solo ulula alla luna.
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
Tristo quel cane che si lascia prendere la coda in mano.
Tutti i cani muovono la coda e tutti gli sciocchi voglion dir la loro.
Tutti sanno quante paia fanno tre buoi.
Ugna di leone e lingua di gatto guariscon del matto.
Un asino trova sempre un altro asino che lo ammira.
Un cattivo cane rode una buona corda.
Un occhio alla pentola, e uno alla gatta.
Vacche e buoi di strigliare spesso bada, perché la striglia è una seconda biada.
Val più un asino vivo che un dottore morto.
Vecchia gallina ingrassa la cucina.